Ciuccio si o no?

CIUCCIO? SI!…MA SOLO FINO AD UNA CERTA ETÀ
Nei primi mesi di vita l’utilizzo del ciuccio non comporta nessun problema, anzi è consigliato in quanto è considerato uno strumento consolatorio per i bimbi: rilassa, concilia il sonno, infonde un senso di sicurezza… Man mano il bimbo cresce però il suo utilizzo andrebbe ridotto fino ad arrivare al completo abbandono entro i 24 mesi.
L’uso prolungato del ciuccio (o la suzione del dito) causa quasi sempre gravi problemi di malocclusione; la malformazione più evidente che si può riscontrare è il cosiddetto “morso aperto”, cioè uno spazio superiore alla norma tra i denti anteriori che, oltre ad essere distanti tra loro, spesso sporgono anche verso l’esterno. Questo spazio innaturale tra i denti favorirà anche una postura scorretta della lingua che tenderà ad infilarsi in questo “buco” accentuando il problema e rendendo difficile la maturazione della deglutizione, che da infantile dovrebbe poi evolvere in una deglutizione adulta.
Il problema del morso aperto non è solo un problema estetico, ma anche funzionale; oltre a rendere difficile masticazione, fonazione e deglutizione favorirà uno sviluppo disarmonico dei mascellari.
Ovviamente la gravità dei disturbi causati dal ciuccio dipende dall’intensità, dalla frequenza della suzione e dalla predisposizione individuale; un ciuccio usato occasionalmente per addormentarsi causerà meno problemi rispetto ad un ciuccio lasciato a disposizione del bimbo per buona parte della giornata.
Se l’utilizzo del ciuccio viene interrotto entro i 24 mesi di età, normalmente avviene un ripristino naturale delle funzioni; se invece l’abitudine persiste negli anni successivi gli squilibri raggiungeranno un livello di difficile risoluzione spontanea e le alterazioni si potranno modificare sono con l’utilizzo di apparecchiature dentali e sedute logopediche.